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03/09/2026

AMT – LA REGIONE SBLOCCHI I FONDI

“Dal Comune uno sforzo concreto per difendere il servizio. La Regione sblocchi subito i 15 milioni promessi”

Genova, 1 settembre 2026 – «Su AMT da una parte c’è il Comune che mette in campo sforzi concreti a livello finanziario e di progettazione del servizio per salvare l’azienda e tutelare gli utenti, i lavoratori e le lavoratrici. Dall’altra c’è la Regione che continua a non stanziare i 15 milioni di euro promessi da mesi e fondamentali per il piano di risanamento dell’azienda. A questo punto Bucci deve dire apertamente ai cittadini se, dopo le scellerate scelte prese prima da lui come sindaco e poi dal suo vice Piciocchi, ora, da presidente di Regione Liguria, intende dare il colpo di grazia ad AMT facendola fallire».

Così le segretarie provinciali di AVS Genova, Simona Cosso (Sinistra Italiana) e Giorgia Parodi (Europa Verde).

Alleanza Verdi e Sinistra Genova sostiene convintamente il lavoro portato avanti dalla sindaca Silvia Salis, dal vicesindaco Alessandro Terrile e dall’assessore alla Mobilità Emilio Robotti sulla difficile situazione di AMT.

Lo stanziamento di ulteriori risorse, quantificate in circa 2 milioni di euro, consentirà di mitigare gli effetti del piano di risanamento e di contenere la riduzione del servizio prevista nei prossimi mesi, tutelando per quanto possibile cittadine e cittadini in una fase caratterizzata da vincoli finanziari e operativi particolarmente significativi. Il nuovo intervento porterà a quasi 37 milioni di euro il contributo complessivo del Comune ad AMT.

Le ulteriori risorse, individuate attraverso la verifica sulla sottocompensazione di alcuni contratti di servizio, saranno destinate a sostenere il trasporto pubblico e a ridurre l’impatto delle misure di efficientamento previste tra settembre e dicembre.

Per AVS, tuttavia, lo sforzo straordinario messo in campo dal Comune non può continuare a essere accompagnato dall’incertezza sulle risorse di competenza regionale. Restano infatti bloccati i 15 milioni di euro che Regione Liguria aveva promesso, risorse fondamentali per dare solidità al percorso di risanamento e la cui mancata disponibilità sta aggravando le difficoltà finanziarie dell’azienda.

«Se l’obiettivo della Regione è continuare a bloccare i 15 milioni di euro di finanziamento, facendo fallire AMT, Bucci ha il dovere di dichiararlo ai cittadini, prendendosi la responsabilità della scelta e delle conseguenze che ne deriverebbero – sottolinea Simona Cosso –. Dall’altra parte intanto c’è un Comune di Genova che dal 14 settembre tutelerà il diritto alla mobilità dei cittadini, avviando poi da dicembre una fase successiva per ridisegnare e innovare i percorsi, nonostante la fase critica attraversata dall’azienda».

L’iniziativa del Comune, con lo stanziamento extra di 2 milioni di euro, permetterà, a partire dall’entrata in vigore dell’orario invernale dal 14 settembre, di mantenere invariati i percorsi delle linee urbane ed extraurbane e, soprattutto, di avere il tempo necessario per affrontare in maniera organica la revisione della rete, evitando interventi emergenziali senza un adeguato confronto con i territori.

A fronte di un Comune che sta aumentando ulteriormente il proprio impegno economico, arrivando a destinare quasi 37 milioni di euro all’azienda, è necessario che anche Regione Liguria faccia fino in fondo la propria parte. Il confronto istituzionale non può trasformarsi in uno scontro politico giocato sulla pelle del trasporto pubblico genovese, dei suoi lavoratori e degli utenti.

«Il trasporto pubblico locale è un servizio essenziale e non può essere ridotto a una questione puramente contabile – evidenzia Giorgia Parodi –. L’impegno straordinario del Comune permette di garantire continuità ed evitare tagli improvvisi, ma ora è necessario che la Regione Liguria sblocchi i 15 milioni promessi. La revisione della rete dovrà essere costruita con i territori, ascoltando Municipi, Comuni, lavoratori, associazioni e utenti».

Per AVS la situazione impone scelte difficili e il rispetto del piano di risanamento, ma questo percorso deve procedere insieme alla tutela dell’utenza e del servizio pubblico. In questo senso è fondamentale anche l’impegno richiesto all’azienda affinché le corse inserite nel nuovo orario vengano effettivamente effettuate, superando il problema delle soppressioni dell’ultimo minuto e salvaguardando le fasce orarie di maggiore utilizzo.

La fase che si apre dovrà inoltre servire per costruire una revisione più approfondita e razionale dell’intera rete, nata dal confronto con Municipi, Comuni della Città Metropolitana, organizzazioni sindacali e associazioni.

L’obiettivo finale dovrà essere quello di favorire la mobilità sostenibile (corsie riservate, rimodulazione e ottimizzazione di linee e frequenze), adeguando l’offerta alla domanda reale e conciliando le esigenze quotidiane delle persone con i vincoli economici del piano di risanamento.

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